Poesia News – notizie flash su poesie e concorsi

Archive for the ‘Editoria e case editrici’ Category

Oggi voglio parlarvi dell’ultimo libro che ho letto. Si tratta di “Questo non è un libro – romanzo a episodi”, scritto da Aldo Moscatelli.

Già il titolo fa capire che si tratta di un libro particolare, anzi di qualcosa di totalmente diverso da un semplice romanzo. E’ giusto definirlo come una raccolta di racconti, ma la definizione sarebbe riduttiva e confesso di essere un pò in difficoltà nel descrivere in maniera accurata un libro così particolare.

Partiamo allora dal descrivere l’argomento e il tema principale dell’opera. Tutti i racconti ruotano attorno al mondo dell’editoria e  i personaggi sono addetti ai lavori del settore (editor, ghost writer, libraio, scrittori,ecc…). I racconti sono collegati da un sottile filo conduttore che li  lega in un modo particolare che sembra “esplodere” alla fine. Mi piace la  “postfazione” di Valeria Zangrandi, perchè penso che abbia ragione quando dice che si creano dei nodi durante la lettura, nodi che non sono punti morti o parti poco chiare, ma elementi che ti rimangono lì, appesi da qualche parte e che non dimentichi. Poi, nel finale che sembra quasi scollegato e poco adatto a tutto il resto, ecco che i nodi vengono in parte al pettine.

Perchè in parte? Perchè ogni singolo racconto, nella sua storia e con i suoi personaggi che ritraggono specchi di realtà (non solo editoriale), ti lascia qualche riflessione e allo stesso tempo pone degli interrogativi a cui non è possibile dare una risposta univoca e adatta a tutti. Si parla di colpevoli, di vittime e di ingiustizie. Ma chi sono i veri assassini e colpevoli? E le vittime sono sempre le stesse oppure i ruoli cambiano a volte? E quando non ci sono vittime, in che modo i personaggi hanno risposto a certe dinamiche tanto particolari? La moralità, le battaglie ideologiche cedono posto al profitto oppure c’è ancora una editoria sana ed etica?

Ogni racconto sembra una sorta di piccolo teatro, creato ad arte, i cui fili muovono personaggi assolutamente plausibili e umani nei loro comportamenti e nelle loro nevrosi. Lo stile di Aldo non è prolisso perchè l’autore  non si perde in descrizioni troppo lunghe o in aggettivi o periodi complicati.  Il libro scorre che è una meraviglia, affascina, intriga e non nasconde una voglia di mettere in luce certe situazioni difficili del mondo editoriale che andrebbero cambiate.

Chi conosce almeno in parte i meccanismi dell’editoria italiana, troverà il libro molto interessante e ricco di spunti di riflessione sullo stato delle cose in questo settore. A questo proposito va dato ad Aldo il merito di non essersi limitato a scrivere una sorta di saggio sull’editoria condito da semplici episodi a tema, perchè c’è molto di più.

Anche chi non è interessato alle dinamiche editoriali potrà apprezzare molto questo libro. In esso si trovano elementi da giallo/thriller (un ispettore che indaga su un omicidio, situazioni di pericolo da parte di personaggi, ecc…) e anche alcune tinte fantasy, nonchè analisi psicologiche di problemi che a volte sfociano in comportamenti patologici. La forza del libro, a mio avviso, sta nella fusione di tre elementi: personaggi credibili, situazioni e finali mai scontati e, soprattutto, la sensazione generale che lascia alla fine.

Il libro ti spiazza, perchè i racconti, pur trattando storie di vita diverse (sebbene alcuni  personaggi facciano da comparse da un capitolo all’altro) è alla fine che vanno a comporre il “grande mosaico”. Chi ha letto il libro potrebbe obiettare che in realtà non esiste alcun colpo di scena clamoroso alla fine, almeno a livello di trama, visto che si tratta di racconti diversi e separati.  Ma i capitoli sono collegati in maniera indiretta, per vie traverse, sussurrando al lettore dettagli che li accomunano e che a volte si contraddicono volutamente, per spingere alla riflessione.

Quei “nodi” di cui parlavo qualche riga sopra, formano un groviglio che nella sua particolarità, pur essendo impossibile da sciogliere, assume un significato alla fine. Quale? Difficile da spiegare. Sicuramente offre spunti di riflessione non di poco conto sull’editoria, ma anche sulle aspettative degli scrittori e,  oserei dire, sulle inquietudini dell’animo umano che trovano sfogo, significato, esasperazione e a volte uno sfocio nella follia attraverso o a causa della parola scritta.

Di tutti i racconti, il mio preferito rimane “Io sono un’ombra”, perchè lo trovo geniale. Anche il secondo merita parecchio, ma in generale sono tutti di alto spessore. L’ultimo mi ha fatto un effetto particolare. L’ho trovato un pò prolisso nella descrizione dei sentimenti e sensazioni del protagonista, forse c’è troppa malinconia ed è  leggermente ripetitivo nelle dinamiche, almeno come storia. Però, come già detto, alla fine risulta funzionale al libro nella sua interezza. Infatti, il finale mi ha colpito molto e l’intero libro può essere visto, tra le altre cose,  come una piccola comparazione tra il mondo reale e quello dei libri. Quest’ultimo è un  mondo in cui ci si può rifugiare, sognare, creare, soffrire e persino vivere parti di noi che non possiamo esprimere e neppure immaginare. Ma come tutte le cose, può essere distruttivo se usato e  vissuto nella maniera sbagliata.

Il libro è bellissimo,  mai banale e tiene incollati alle pagine con episodi che sono autentici gioielli: una conferma della qualità del lavoro della casa editrice “I sognatori”.  Se poi pensiamo che si tratta di una casa editrice NON A PAGAMENTO e che segue e promuove gli autori con passione e dedizione, oltre che con professionalità, allora ecco un motivo in più per acquistare questo libro bellissimo e dal prezzo decisamente basso. Consigliato a tutti coloro che amano leggere libri di qualità.

E’ possibile scaricare gratuitamente metà libro dal seguente link:

Scheda libro

QUESTO NON È UN LIBRO (ROMANZO A EPISODI)
AUTORE: Aldo Moscatelli
ISBN: 978-88-95068-12-1
PREZZO DI COPERTINA: 9,40€

Annunci

La poesia, intesa come forma d’arte, da molto tempo è relegata a scrittura di serie B. Non è di aiuto il fatto che ci siano sempre più persone convinte di poter diventare poeti scopiazzando qua e là o scrivendo pensieri andando a capo ogni tanto.
Alla luce di tutto ciò, l’isola della poesia è lieta di presentare un nuovo video-documentario, questa volta sulla poesia.

Negli ultimi anni si sono verificati alcuni fenomeni molto negativi che stanno affossando l’arte poetica:

  • Le case editrici a pagamento prosperano e si moltiplicano a macchia d’olio. Questo contribuisce alla mercificazione totale delle opere che sono molto spesso pubblicate  a pagamento, senza una vera selezione (salvo eccezioni).
  • Si moltiplicano presunti poeti che non conoscono neppure le più elementari regole grammaticali. Queste persone vogliono improvvisarsi poeti senza averne le capacità e intasano il web con scritti di bassissima qualità. Ovviamente pubblicano pagando e poi si sentono per questo promossi a poeti.
  • In Italia si legge sempre meno ma tutti vogliono pubblicare. Per la poesia è ancora peggio. Si pretende di pubblicare senza leggere libri di poesia (che nessuno, o quasi, compra).
  • La poesia non ha mercato perchè è un genere che non vende (per i motivi già spiegati ma anche per numerosi altri che in questo post non approfondirò)
  • Con le dovute eccezioni, la maggior parte dei siti letterari dedicati alla poesia sono semplici contenitori di opere e basta. In pratica, ci si iscrive solo per farsi notare e per ricevere elogi. In moltissimi portali, non c’è informazione culturale e manca una sana critica letteraria. Troppo spesso i siti e forum ospitano migliaia di commenti tutti positivi a qualunque cosa venga scritta, a prescindere dalla qualità. E quando si muovono critiche alle opere, si ricevono insulti con successive polemiche e risse virtuali tra utenti.

Insomma, la situazione è desolante. Ma non tutto è perduto. L’isola della poesia è stata fondata anche e soprattutto per radunare e selezionare poeti di qualità e costruire insieme un luogo dove si possa crescere e mostrare la vera poesia.

Se volete  collaborare con noi e amate seriamente la poesia, aiutateci a diffondere il video.

Link del video su Youtube: Video documentario sulla poesia

Se avete idee e altri modi per aiutarci, scriveteci a questo indirizzo:

L’isola è aperta a collaborazioni con altri siti/blog e forum, purchè siano di qualità. Se decidete di condividere questo video sui social network o sui vostri spazi, inserite un commento a questo post, indicando la pagina in cui l’avete segnalato (oppure segnalatecelo via email), così potremo ringraziarvi pubblicamente.

Grazie in anticipo a tutti coloro che dimostreranno di amare la poesia!

Questo post vuole essere un ringraziamento enorme per tutti coloro che ci stanno aiutando da tempo a diffondere i nostri video sul mondo dell’editoria. Proprio grazie a chi ci ha aiutato,  stanno avendo molto successo.

Li riproprongo qui sotto.

Video 1 – Le ragioni dell’editoria gratuita

 

Video 2 – Il contadino e lo scrittore – consigli per scrittori

 

L’ho già scritto molte volte, ma ritengo opportuno ripeterlo ancora una volta: questa non è una guerra contro aziende, case editrici o librerie. Ognuno è libero di pubblicare/comprare/vendere libri come gli pare, nel rispetto della legalità, anche perchè l’editoria a pagamento non è illegale. I nostri sono solo consigli e punti di vista utili per coloro che vogliono saperne di più e avere informazioni utili.

In questo spazio non sono ammessi commenti con attacchi a nessuno nè prese di posizione o nomi di editori/autori correlati di insulti. Non usate i commenti per domande sulla politica delle case editrici, perchè  non lavoriamo per loro e quindi non possiamo rispondervi.

Chiunque volesse aiutarci segnalando, condividendo o incorporando questi video nei propri spazi, ce lo faccia sapere, così potremo ringraziarlo ed eventualmente ricambiare il favore in qualche modo. Ricordo, infine, che chi vuole collaborare con noi in qualche modo è caldamente invitato a scriverci privatamente dal  nostro sito. Tutte le proposte saranno valutate con attenzione.

Grazie a chi continua a supportare le nostre iniziative e i nostri concorsi!

No EapDa un’iniziativa del Writer’s Dream, a cui aderiamo volentieri, nasce la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.

Per i pochi che non lo sapessero, ci sono tre modi per pubblicare un libro in Italia. Purtroppo, è credenza popolare che ne esista uno soltanto e cioè quello di rivolgersi a un editore a pagamento.

Cosa significa questo? Vuol dire che tu aspirante scrittore che hai lavorato magari per anni per scrivere il tuo romanzo, quando lo proponi a una casa editrice, questa ti risponde che te lo accetta ma che devi pagare una grossa cifra ( sia arriva anche a 8000 euro!). Se state pensando che sia giusto perchè l’editore offre un servizio che va pagato, vi dico subito che l’editore non offre un servizio quando pubblica il libro, perchè lo scrittore non è un cliente della casa editrice.

Lo scrittore è un collaboratore che attraverso la propria opera offre la materia prima (il libro) all’editore che guadagnerà su questo dopo aver effettuato le dovute correzioni e l’editing per renderre il prodotto editoriale appetibile. Quindi, va da sè che dovrebbe essere l’editore a pagare l’autore in base alle vendite, non il contrario.

Dicevo che esistono altre due possibilità. La prima è rivolgersi a un POD (print on demand). Si tratta di un servizio alla portata di tutti che permette di mettere in vendita il proprio libro autonomamente e di venderlo online. In questo modo, non si avrà la distribuzione nelle librerie e in alcuni casi neppure l’editing. Però, considerando che gli EAP (editori a pagamento) spesso non distribuiscono l’opera e non offrono una buona visibilità (con le dovute eccezioni: mai fare di tutta l’erba un fascio), il POD è infinitamente più economico e sfruttando internet e il passaparola si può comunque diffondere la propria opera.

La terza via, che è quella che consigliamo, è quella di rivolgersi a un editore NON A PAGAMENTO. Sì, avete letto bene. Al contrario di quanto viene spesso detto in giro, esistono anche professionisti seri che non chiedono un solo centesimo per pubblicare il vostro libro e che soprattutto vi pubblicano solo se meritate la pubblicazione, non  se pagate e basta!

Pubblicare un libro non è un diritto di tutti. Leggere è un diritto ma la pubblicazione dovrebbe essere riservata solo agli autori che sanno scrivere bene! Le case editrici dovrebbero fare una selezione di qualità, non in base all’esborso monetario degli autori. Un autore che non sa scrivere o che non ha idee farebbe meglio a dedicarsi ad altro, soprattutto se non legge mai libri.

E’ importantissimo fare chiarezza e informazione su questa cosa: ognuno è libero di pubblicare a pagamento se lo vuole, ma prima di decidere, ogni persona ha il diritto di sapere quali possibilità ha a disposizione. Pubblicare gratuitamente non dà meno possibilità, anzi! Pagare non aiuta e non rende le cose più facili…

Se volete aiutarci a diffondere queste notizie, scrivete un post su questo argomento nei vostri siti, blog, forum o social network: ci aiuterete a fare chiarezza e a mettere ogni scrittore nella condizione di poter scegliere liberamente.

Vi invito a visionare questi due  video creati da me: vi saranno (spero) utili ad approfondire l’argomento e a capie meglio quale strada fa più al vostro caso.

Video Uno:

Video Due:

E’  importante armarsi di pazienza e setacciare gli editori con calma, senza fretta. Cosa importa se ci vorranno anni per pubblicare un libro? L’importante è trovare l’editore giusto e se non si ha fretta e l’opera vale, prima o poi si può trovarne uno che lo pubblicherà senza chiedere soldi o acquisto di copie.

Una precisazione: nessuno vuole abbattere, condannare o mettere alla gogna gli editori a pagamento, per carità! Chiedere contributo è legale e hanno il diritto di farlo. L’unica cosa che  vogliamo fare è far capire che quella non è la sola maniera possibile per pubblicare un libro e che spesso non è la migliore. In questo modo, tra le altre cose, chi non può permettersi di pagare (tanto) non dovrà rinunciare al proprio sogno di diventare scrittore per mancanza di fondi! Quando tutti sapranno che ci sono anche editori non a pagamento e i POD, allora ci sarà libertà di scelta e possibilità di valutare tutte e tre le scelte in base alle proprie idee ed esigenze.

Infine, ricordate che se un editore non vi chiede soldi, allora sarà costretto a darsi da fare per pubblicizzare il vostro libro e promuoverlo: se non lo fa, andrà fallito. Un editore a pagamento invece, non ha questa necessità perchè ha già preso in anticipo tanti soldi da voi. Come fare quindi per sapere se dopo essere stato pagato manterrà la parola data? E’ impossibile. Potete solo pagare subito e sperare che poi si comporti onestamente.

Gli Eap non possono essere tutti disonesti, ma se temete brutte conseguenze, forse vi conviene valutare le altre due strade…Ovviamente la scelta sta solo a voi.  Ma per tornare al discorso di partenza, non c’è possibilità di scelta o di valutazione se si conosce solo una delle tre strade percorribili…

Grazie per l’attenzione. Se ci aiuterete a diffondere questo comunicato, segnalatecelo, così potremo ringraziarvi.

Una raccomandazione per concludere: non intasate questo post con stupidi commenti infarciti di insulti verso editori  o autori, perchè qui non stiamo facendo una guerra a qualche azienda o scrittore.  I commenti irrispettosi con tanto di nomi e sfoghi stupidi saranno censurati.

No EapDa un’iniziativa del Writer’s Dream, a cui aderiamo volentieri, nasce la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.

Per i pochi che non lo sapessero, ci sono tre modi per pubblicare un libro in Italia. Purtroppo, è credenza popolare che ne esista uno soltanto e cioè quello di rivolgersi a un editore a pagamento.

Cosa significa questo? Vuol dire che tu aspirante scrittore che hai lavorato magari per anni per scrivere il tuo romanzo, quando lo proponi a una casa editrice, questa ti risponde che te lo accetta ma che devi pagare una grossa cifra ( sia arriva anche a 8000 euro!). Se state pensando che sia giusto perchè l’editore offre un servizio che va pagato, vi dico subito che l’editore non offre un servizio quando pubblica il libro, perchè lo scrittore non è un cliente della casa editrice.

Lo scrittore è un collaboratore che attraverso la propria opera offre la materia prima (il libro) all’editore che guadagnerà su questo dopo aver effettuato le dovute correzioni e l’editing per renderre il prodotto editoriale appetibile. Quindi, va da sè che dovrebbe essere l’editore a pagare l’autore in base alle vendite, non il contrario.

Dicevo che esistono altre due possibilità. La prima è rivolgersi a un POD (print on demand). Si tratta di un servizio alla portata di tutti che permette di mettere in vendita il proprio libro autonomamente e di venderlo online. In questo modo, non si avrà la distribuzione nelle librerie e in alcuni casi neppure l’editing. Però, considerando che gli EAP (editori a pagamento) spesso non distribuiscono l’opera e non offrono una buona visibilità (con le dovute eccezioni: mai fare di tutta l’erba un fascio), il POD è infinitamente più economico e sfruttando internet e il passaparola si può comunque diffondere la propria opera.

La terza via, che è quella che consigliamo, è quella di rivolgersi a un editore NON A PAGAMENTO. Sì, avete letto bene. Al contrario di quanto viene spesso detto in giro, esistono anche professionisti seri che non chiedono un solo centesimo per pubblicare il vostro libro e che soprattutto vi pubblicano solo se meritate la pubblicazione, non  se pagate e basta!

Pubblicare un libro non è un diritto di tutti. Leggere è un diritto ma la pubblicazione dovrebbe essere riservata solo agli autori che sanno scrivere bene! Le case editrici dovrebbero fare una selezione di qualità, non in base all’esborso monetario degli autori. Un autore che non sa scrivere o che non ha idee farebbe meglio a dedicarsi ad altro, soprattutto se non legge mai libri.

E’ importantissimo fare chiarezza e informazione su questa cosa: ognuno è libero di pubblicare a pagamento se lo vuole, ma prima di decidere, ogni persona ha il diritto di sapere quali possibilità ha a disposizione. Pubblicare gratuitamente non dà meno possibilità, anzi! Pagare non aiuta e non rende le cose più facili…

Se volete aiutarci a diffondere queste notizie, scrivete un post su questo argomento nei vostri siti, blog, forum o social network: ci aiuterete a fare chiarezza e a mettere ogni scrittore nella condizione di poter scegliere liberamente.

Vi invito a visionare questi due  video creati da me: vi saranno (spero) utili ad approfondire l’argomento e a capie meglio quale strada fa più al vostro caso.

Video Uno:

Video Due:

E’  importante armarsi di pazienza e setacciare gli editori con calma, senza fretta. Cosa importa se ci vorranno anni per pubblicare un libro? L’importante è trovare l’editore giusto e se non si ha fretta e l’opera vale, prima o poi si può trovarne uno che lo pubblicherà senza chiedere soldi o acquisto di copie.

Una precisazione: nessuno vuole abbattere, condannare o mettere alla gogna gli editori a pagamento, per carità! Chiedere contributo è legale e hanno il diritto di farlo. L’unica cosa che  vogliamo fare è far capire che quella non è la sola maniera possibile per pubblicare un libro e che spesso non è la migliore. In questo modo, tra le altre cose, chi non può permettersi di pagare (tanto) non dovrà rinunciare al proprio sogno di diventare scrittore per mancanza di fondi! Quando tutti sapranno che ci sono anche editori non a pagamento e i POD, allora ci sarà libertà di scelta e possibilità di valutare tutte e tre le scelte in base alle proprie idee ed esigenze.

Infine, ricordate che se un editore non vi chiede soldi, allora sarà costretto a darsi da fare per pubblicizzare il vostro libro e promuoverlo: se non lo fa, andrà fallito. Un editore a pagamento invece, non ha questa necessità perchè ha già preso in anticipo tanti soldi da voi. Come fare quindi per sapere se dopo essere stato pagato manterrà la parola data? E’ impossibile. Potete solo pagare subito e sperare che poi si comporti onestamente.

Gli Eap non possono essere tutti disonesti, ma se temete brutte conseguenze, forse vi conviene valutare le altre due strade…Ovviamente la scelta sta solo a voi.  Ma per tornare al discorso di partenza, non c’è possibilità di scelta o di valutazione se si conosce solo una delle tre strade percorribili…

Grazie per l’attenzione. Se ci aiuterete a diffondere questo comunicato, segnalatecelo, così potremo ringraziarvi.

Una raccomandazione per concludere: non intasate questo post con stupidi commenti infarciti di insulti verso editori  o autori, perchè qui non stiamo facendo una guerra a qualche azienda o scrittore.  I commenti irrispettosi con tanto di nomi e sfoghi stupidi saranno censurati.

Riporto la notizia segnalata da Ayame ( Writer’s dream):

“Quest’editore è una mosca bianca: pubblica gratuitamente la poesia. Non solo: per contratto, l’autore riceve 50 copie gratuite del proprio libro.

Ho scoperto l’esistenza di Ponte di Sale stamattina, parlando di editoria con il mio professore di italiano, che è uno dei proprietari.
Alla faccia di chi dice che per pubblicare l’unico modo è pagare, tanto più se si tratta di poesia“.

Che dire? Questa è l’ennesima prova che pubblicare un libro senza pagare non solo è possibile ma dovrebbe essere la norma! Inoltre, ciò dimostra anche che la poesia, il genere letterario più a pagamento che esiste, si può pubblicare gratis, nonostante le fesserie che spesso si leggono e si sentono in giro. Se si ha la volontà di pubblicare seriamente e con professionalità, se si lavora investendo nella qualità anzichè sulla quantità scadente, per un editore non è indispensabile chiedere soldi agli autori, neppure per la poesia! E’ vero che questo genere vende  pochissimo, è vero che è complicato, che i costi sono enormi e che spesso si pubblica in perdita…ma iniziative come queste ci dicono che nulla è impossibile, quindi basta con le scuse ridicole di chi non ci prova neppure.

Approfittate quindi di editori e associazioni come questa, per tentare la pubblicazione senza pagare.

Link : Ponte di Sale

Questo articolo può essere considerato come un comunicato ufficiale da parte dell’Isola della poesia.

Vorrei prima di tutto ringraziare le decine di persone che si sono rivolte a noi per avere piccoli consigli editoriali o di altro tipo. Ho sempre detto – e lo ribadisco – di non essere un consulente editoriale e di non avere la preparazione e l’esperienza necessaria per poter fornire un servizio professionale di qualunque tipo in questo senso. Quello che ho sempre fatto, insieme ai miei amici-collaboratori, è stato fornire consigli sulla base di esperienze reali, acquisite anche con l’aiuto di altre persone più competenti.

Il fatto che molte persone si siano rivolte a noi, anche per questioni più semplici, mi fa molto piacere e ringrazio tutti per la fiducia. A questo punto è però necessaria una precisazione.

L’isola della poesia non è in contatto con le case editrici e non è in grado di valutare l’operato dei singoli editori, soprattutto dal punto di vista legale. Abbiamo una sezione di aiuto con piccole guide ed esempi di contratti, del tutto impersonali, per aiutare gli autori. Tali contratti non vanno intesi come documenti  ufficiali di cui siamo entrati in possesso: sono solo esempi generici di come potrebbero essere i contratti proposti e pubblicarli non ci rende avvocati esperti della materia, quindi evitate di chiederci spiegazioni tecniche o legali.

Il nostro portale, essendo amatoriale e destinato soprattutto alla diffusione della poesia, non può e non vuole giudicare i singoli editori nè la loro politica editoriale, così come non può spacciarsi per una agenzia letteraria. Inoltre, non riceviamo poesie via email o via blog per una valutazione.

Suggeriamo quindi a chi desidera scriverci di ricordare di:

1) Non chiedere pareri o giudizi sui singoli editori, sulla legalità dei contratti proposti o sulla loro onestà. Non abbiamo mai risposto ai quesiti contenuti in questo tipo di e-mail e mai lo faremo: non abbiamo la competenza necessaria per farlo, dunque nel caso contattate un avvocato.

2) Evitare di inviarci manoscritti di qualunque genere per una valutazione (non siamo una casa editrice).

3) Evitare di inviarci poesie via e-mail o di pubblicarle in forma di commento sui nostri blog. In tal caso, le cestineremo all’istante: non accettiamo opere via e-mail o dai blog, come da regolamento.

4) Non chiedeteci di pubblicizzare libri pubblicati: non offriamo questo servizio.

D’altra parte, come avrete potuto notare, tutto quello che scriviamo sul nostro portale ha la stessa natura di  ciò che può essere trovato in molti altri blog  seri ma amatoriali, ovvero commenti e opinioni personali sul mondo della poesia e dell’editoria. Questo perchè non vogliamo e non possiamo sostituirci ai veri professionisti dei settori competenti.

La regola che ogni webmaster dovrebbe seguire dovrebbe essere una sola: piena libertà di opinione, di cronaca e di critica (sancite dalla nostra Costituzione), purchè non si offendano o diffamino altre persone. Soprattutto,  serve umiltà. Non bisogna mai spacciarsi per consulenti professionali (facendosi pagare o meno) di una materia che non si conosce bene, altrimenti si rischia di fornire false informazioni (con conseguenti equivoci, arrabbiature e discussioni inutili) spacciandole per vere. Noi offriamo consigli generici e punti di vista (nei limiti del tempo a disposizione e del numero di e-mail ricevute:  non è possibile rispondere a tutti),  ma non giudizi o valutazioni legali.

Continuate quindi a scriverci se avete bisogno di consigli, ma ricordate che la nostra attività amatoriale è incentrata al 90% sulla pubblicazione di poesie (online e senza alcun rientro economico; nessun collaboratore del nostro portale viene pagato così come nessun autore invitato ci paga per pubblicare). Diamo anche qualche piccolo consiglio generale, a titolo di opinione personale, ma i giudizi sulle persone e i consigli legali per risolvere situazioni editoriali non possiamo e non vogliamo fornirli, per i motivi spiegati.

Essendo il portale gestito nei ritagli di tempo libero, spesso il tempo per fare tutto e per  rispondere agli utenti manca. Confidiamo quindi nella comprensione e nella collaborazione di tutti, in modo da avere più tempo da dedicare a chi ha bisogno di un consiglio e al miglioramento costante del nostro portale.

Grazie a tutti per la fiducia!