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Oggi voglio parlarvi dell’ultimo libro che ho letto. Si tratta di “Questo non è un libro – romanzo a episodi”, scritto da Aldo Moscatelli.

Già il titolo fa capire che si tratta di un libro particolare, anzi di qualcosa di totalmente diverso da un semplice romanzo. E’ giusto definirlo come una raccolta di racconti, ma la definizione sarebbe riduttiva e confesso di essere un pò in difficoltà nel descrivere in maniera accurata un libro così particolare.

Partiamo allora dal descrivere l’argomento e il tema principale dell’opera. Tutti i racconti ruotano attorno al mondo dell’editoria e  i personaggi sono addetti ai lavori del settore (editor, ghost writer, libraio, scrittori,ecc…). I racconti sono collegati da un sottile filo conduttore che li  lega in un modo particolare che sembra “esplodere” alla fine. Mi piace la  “postfazione” di Valeria Zangrandi, perchè penso che abbia ragione quando dice che si creano dei nodi durante la lettura, nodi che non sono punti morti o parti poco chiare, ma elementi che ti rimangono lì, appesi da qualche parte e che non dimentichi. Poi, nel finale che sembra quasi scollegato e poco adatto a tutto il resto, ecco che i nodi vengono in parte al pettine.

Perchè in parte? Perchè ogni singolo racconto, nella sua storia e con i suoi personaggi che ritraggono specchi di realtà (non solo editoriale), ti lascia qualche riflessione e allo stesso tempo pone degli interrogativi a cui non è possibile dare una risposta univoca e adatta a tutti. Si parla di colpevoli, di vittime e di ingiustizie. Ma chi sono i veri assassini e colpevoli? E le vittime sono sempre le stesse oppure i ruoli cambiano a volte? E quando non ci sono vittime, in che modo i personaggi hanno risposto a certe dinamiche tanto particolari? La moralità, le battaglie ideologiche cedono posto al profitto oppure c’è ancora una editoria sana ed etica?

Ogni racconto sembra una sorta di piccolo teatro, creato ad arte, i cui fili muovono personaggi assolutamente plausibili e umani nei loro comportamenti e nelle loro nevrosi. Lo stile di Aldo non è prolisso perchè l’autore  non si perde in descrizioni troppo lunghe o in aggettivi o periodi complicati.  Il libro scorre che è una meraviglia, affascina, intriga e non nasconde una voglia di mettere in luce certe situazioni difficili del mondo editoriale che andrebbero cambiate.

Chi conosce almeno in parte i meccanismi dell’editoria italiana, troverà il libro molto interessante e ricco di spunti di riflessione sullo stato delle cose in questo settore. A questo proposito va dato ad Aldo il merito di non essersi limitato a scrivere una sorta di saggio sull’editoria condito da semplici episodi a tema, perchè c’è molto di più.

Anche chi non è interessato alle dinamiche editoriali potrà apprezzare molto questo libro. In esso si trovano elementi da giallo/thriller (un ispettore che indaga su un omicidio, situazioni di pericolo da parte di personaggi, ecc…) e anche alcune tinte fantasy, nonchè analisi psicologiche di problemi che a volte sfociano in comportamenti patologici. La forza del libro, a mio avviso, sta nella fusione di tre elementi: personaggi credibili, situazioni e finali mai scontati e, soprattutto, la sensazione generale che lascia alla fine.

Il libro ti spiazza, perchè i racconti, pur trattando storie di vita diverse (sebbene alcuni  personaggi facciano da comparse da un capitolo all’altro) è alla fine che vanno a comporre il “grande mosaico”. Chi ha letto il libro potrebbe obiettare che in realtà non esiste alcun colpo di scena clamoroso alla fine, almeno a livello di trama, visto che si tratta di racconti diversi e separati.  Ma i capitoli sono collegati in maniera indiretta, per vie traverse, sussurrando al lettore dettagli che li accomunano e che a volte si contraddicono volutamente, per spingere alla riflessione.

Quei “nodi” di cui parlavo qualche riga sopra, formano un groviglio che nella sua particolarità, pur essendo impossibile da sciogliere, assume un significato alla fine. Quale? Difficile da spiegare. Sicuramente offre spunti di riflessione non di poco conto sull’editoria, ma anche sulle aspettative degli scrittori e,  oserei dire, sulle inquietudini dell’animo umano che trovano sfogo, significato, esasperazione e a volte uno sfocio nella follia attraverso o a causa della parola scritta.

Di tutti i racconti, il mio preferito rimane “Io sono un’ombra”, perchè lo trovo geniale. Anche il secondo merita parecchio, ma in generale sono tutti di alto spessore. L’ultimo mi ha fatto un effetto particolare. L’ho trovato un pò prolisso nella descrizione dei sentimenti e sensazioni del protagonista, forse c’è troppa malinconia ed è  leggermente ripetitivo nelle dinamiche, almeno come storia. Però, come già detto, alla fine risulta funzionale al libro nella sua interezza. Infatti, il finale mi ha colpito molto e l’intero libro può essere visto, tra le altre cose,  come una piccola comparazione tra il mondo reale e quello dei libri. Quest’ultimo è un  mondo in cui ci si può rifugiare, sognare, creare, soffrire e persino vivere parti di noi che non possiamo esprimere e neppure immaginare. Ma come tutte le cose, può essere distruttivo se usato e  vissuto nella maniera sbagliata.

Il libro è bellissimo,  mai banale e tiene incollati alle pagine con episodi che sono autentici gioielli: una conferma della qualità del lavoro della casa editrice “I sognatori”.  Se poi pensiamo che si tratta di una casa editrice NON A PAGAMENTO e che segue e promuove gli autori con passione e dedizione, oltre che con professionalità, allora ecco un motivo in più per acquistare questo libro bellissimo e dal prezzo decisamente basso. Consigliato a tutti coloro che amano leggere libri di qualità.

E’ possibile scaricare gratuitamente metà libro dal seguente link:

Scheda libro

QUESTO NON È UN LIBRO (ROMANZO A EPISODI)
AUTORE: Aldo Moscatelli
ISBN: 978-88-95068-12-1
PREZZO DI COPERTINA: 9,40€


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