Poesia News – notizie flash su poesie e concorsi

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L’isola della poesia si arricchisce con un’altra rubrica e con  una nuova collaboratrice.

La poetessa Ludovica Mazzuccato, già nostra utente, curerà d’ora in avanti la rubrica “Poesia e società”. La nuova sezione è pensata per contenere articoli sul mondo della poesia e sul ruolo della stessa nella società. Tutto ciò che è connesso all’arte poetica sarà trattato: metrica, stile, errori tipici dei neofiti, ruolo sociale della poesia e tanto altro.

Ringraziamo di cuore Ludovica per il tempo che dedicherà alla rubrica e le diamo il benvenuto nello staff dell’isola!

Il primo articolo di Ludovica riguarda una vera piaga che affligge il mondo della poesia. Si tratta della tendenza, dura a morire, a considerare poesia qualunque composizione o pensiero che ogni tanto va a capo. Si ignorano completamente le regole basilari della poesia e ci si considera subito poeti.

Nessuno nasce esperto, questo è ovvio, ma il problema di fondo è che non si leggono libri di poesia e si pretende di scriverne ed essere considerati fenomeni della poesia (e poi guai a chi muove qualche critica!).

Vi consiglio di leggere l’articolo, perchè è davvero interessante e poi Ludovica scrive benissimo. 🙂

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Visto il caldo rovente di questi giorni, non c’è niente di male a dare un po’ di numeri 😛

Il nostro concorso letterario sta avendo un’ottima partecipazione, con molte poesie inviate al giorno e questo fa piacere, ovviamente. Ricordo che è possibile partecipare fino al 31 Luglio (per info cliccate qui: concorso di poesia)

Non solo. Il  secondo video documentario sull’editoria a pagamento sta avendo un grande successo. In meno di cinque mesi ha già raggiunto 2250 visualizzazioni. E’ un bel traguardo e ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando a diffonderlo, linkandolo o incorporandolo nei loro siti, blog o forum. Grazie a tutti!

2125 è il numero delle visualizzazioni dell’altro video documentario: Le ragioni dell’editoria gratuita

7955 è il numero delle volte che un esempio di contratto di edizione è stato scaricato dal nostro sito alla data di oggi. Davvero tanti  download, soprattutto se consideriamo anche le numerose email che riceviamo da aspiranti scrittori in cerca di aiuto e di informazioni utili per evitare problemi.

333 è il numero di Download del mio e-book intitolato “Manuale di sopravvivenza per webmaster”. Per chi non lo sapesse, si tratta di un manuale utile a tutti coloro che vogliono aprire un sito web ma non sanno come iniziare e come pubblicizzarlo. O per coloro che hanno problemi a gestire i contatti o gli utenti.

21397 sono le visite totali raggiunte dall’isola della poesia nel mese di Giugno. Questo dato comprende anche motori di ricerca e altri link,ma  in ogni caso è un eccellente risultato, che tra l’altro non comprende le visite avute da questo blog, dai sottodomini  e dal sito  “Il giardino dei poeti“. Sommando anche quelli, penso che si possa arrivare quasi a 30.000 🙂

Grazie a tutti: utenti, collaboratori e visitatori, per aver contribuito a realizzare questi numeri! 🙂

Visto il caldo rovente di questi giorni, non c’è niente di male a dare un po’ di numeri 😛

Il nostro concorso letterario sta avendo un’ottima partecipazione, con molte poesie inviate al giorno e questo fa piacere, ovviamente. Ricordo che è possibile partecipare fino al 31 Luglio (per info cliccate qui: concorso di poesia)

Non solo. Il  secondo video documentario sull’editoria a pagamento sta avendo un grande successo. In meno di cinque mesi ha già raggiunto 2250 visualizzazioni. E’ un bel traguardo e ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando a diffonderlo, linkandolo o incorporandolo nei loro siti, blog o forum. Grazie a tutti!

2125 è il numero delle visualizzazioni dell’altro video documentario: Le ragioni dell’editoria gratuita

7955 è il numero delle volte che un esempio di contratto di edizione è stato scaricato dal nostro sito alla data di oggi. Davvero tanti  download, soprattutto se consideriamo anche le numerose email che riceviamo da aspiranti scrittori in cerca di aiuto e di informazioni utili per evitare problemi.

333 è il numero di Download del mio e-book intitolato “Manuale di sopravvivenza per webmaster”. Per chi non lo sapesse, si tratta di un manuale utile a tutti coloro che vogliono aprire un sito web ma non sanno come iniziare e come pubblicizzarlo. O per coloro che hanno problemi a gestire i contatti o gli utenti.

21397 sono le visite totali raggiunte dall’isola della poesia nel mese di Giugno. Questo dato comprende anche motori di ricerca e altri link,ma  in ogni caso è un eccellente risultato, che tra l’altro non comprende le visite avute da questo blog, dai sottodomini  e dal sito  “Il giardino dei poeti“. Sommando anche quelli, penso che si possa arrivare quasi a 30.000 🙂

Grazie a tutti: utenti, collaboratori e visitatori, per aver contribuito a realizzare questi numeri! 🙂

Scrivo questo post prendendo spunto da un interessante scambio di opinioni avuto con amici.

Sulla rete si trovano centinaia di siti e forum dedicati alla scrittura di poesie o racconti. Ognuno ha il proprio regolamento e le regole da rispettare. E’ normale che all’aumentare dell’utenza si crei qualche divergenza di opinione tra utenti, riguardo alle regole da rispettare e a situazioni che magari non erano state previste all’inizio.

Le discussioni e le liti più ricorrenti che noto sui vari forum, riguardano i commenti alle opere e le eventuali critiche mosse.

Ogni webmaster/amministratore saggio dovrebbe inserire regole in apparenza banali, ma che obblighino a un comportamento corretto e civile, sopratuttto rispettoso degli altri.  Che si tratti di poesie, racconti o fanfiction, bisogna da un lato garantire il rispetto della persona e dall’altro il diritto di critica. Non solo: occorre evitare commenti sintetici del tipo :” Bellissima poesia”, oppure “Non mi piace molto…”, perchè sono commenti che non spiegano cosa ci ha lasciato quell’opera e non motivano l’apprezzamento o meno verso l’opera.

A questo proposito, è necessaria una distinzione.

Un commento di questo tipo, non è accettabile:

” Non mi è piaciuta per niente questa tua opera. Faresti meglio a riscriverla tutta, sembra scritta da un bambino di tre anni, lascia perdere le poesie e dedicati ad altro.”

Così come non è accettabile questo:

” Il racconto è bello, però lo riscriverei cambiando il protagonista, mutando l’ordine degli avvenimenti, cambiando la punteggiatura nei seguenti modi [….] e togliendo la morte del protagonista. Per il resto mi piace.”

Nel primo esempio, il commento giudica la persona e non l’opera, nel secondo mira a riscrivere completamente l’opera, quasi come se il commentatore volesse fare da professore o da editor professionista che sistema il racconto per intero.

I commenti in cui si danno piccoli suggerimenti su come migliorare il tutto, sono legittimi, quelli che riscrivono e stravolgono tutto no, soprattutto se si tratta di poesie. Non si dovrebbe poi commentare il messaggio contenuto nell’opera, che è personale,  a meno che non sia inaccettabile, perchè ad esempio è razzista , omofobico, contro i principi di uguaglianza, ecc…

Purtroppo, molti utenti di forum che ho frequentato o frequento, non sopportano le critiche e le considerano alla stregua di un processo pubblico alla persona. Si lamentano di essere stati insultati, offesi e umiliati nel loro intimo e non capiscono che la critica a un’opera non è un affronto alla persona. Si può apprezzare ugualmente la persona anche se non ci piace quello che scrive o come scrive.

Ci sono poi altri due concetti importanti da considerare.

I complimenti fanno piacere e spronano a continuare a scrivere, mentre le critiche costruttive (e non distruttive) aiutano a crescere e a migliorare il proprio stile.

Commenti sempre e solo positivi (spesso al limite del mondo da  fiaba, della serie “Meravigliosa, stupenda, eccezionale , stratosferica poesia!), non servono a nessuno e in alcuni casi specifici sfiorano il ridicolo perchè sono scritti solo per crearsi una cerchia di “amici” che poi ricambieranno i complimenti, come una sorta di “voto di scambio”. Nei casi peggiori, come ho visto su un forum che poi è stato chiuso, si vanno a creare fazioni di utenti che si combattono a suon di commenti, ognuno proteggendo il proprio  “gruppo” dalle critiche negative.

Allo stesso modo, commenti scritti per sparare a zero contro l’autore o per dire che la sua opera fa schifo sono un segno di grande maleducazione e intolleranza.

Per concludere il discorso sugli utenti, occorre prima di tutto tolleranza e rispetto da parte di tutti. E’ necessario che tutti evitino la presunzione di meritare sempre complimenti, e che superino la tipica “paura del confronto” che può portare a rintanarsi in uno spazio immaginario fatto solo di “fiabe” e complimenti continui.

Questo non vuol dire che bisogna vietare i complimenti totalmente positivi, ma che occorrerebbe un piccolo sforzo per prendere dalle eventuali critiche un piccolo insegnamento o spunto di riflessione, mentre chi commenta ogni tanto dovrebbe anche esporsi un pò con qualche piccolo appunto personale. Una cosa da evitare, come dice un mio caro amico, è il “commento dei commenti”, ovvero il classico botta e risposta per smentire la critica ricevuta e combatterla con tutte le forze.

Da parte di chi gestisce i portali, invece, è necessario essere più imparziali possibili e allo stesso tempo inflessibili verso chi urla allo scandalo per semplici commenti critici. Essere troppo permissivi verso chi si lamenta senza cognizione di causa, può portare a serie conseguenze per la vita del sito, dunque occorre mantenere sempre saldo il proprio ruolo di amministratore in situazioni del genere. Non bisogna poi avere paura di bandire dal sito o dal forum le persone, ma questo ovviamente solo in casi gravi e ripetuti.

Concludo con una riflessione sul diritto di critica  e sugli amministratori.

La critica non è offensiva se la persona esprime  una sua opinione sull’opera (e non sulla persona) e non la spaccia per verità assoluta. E’ preferibile poi una valutazione che metta in rilievo anche aspetti positivi e non solo quelli negativi (questa secondo me è una regola che dovrebbe essere inserita in ogni portale letterario). Non ha nessuna importanza se la persona è un critico affermato, un professore di lettere o un ragazzo di quindici anni che non ha esperienze letterarie. Tutti possono criticare. Sta poi all’amministratore stabilire regole aggiuntive/integrative per tutelare l’armonia del sito e la sensibilità delle persone.

Anche in caso di regole rigide, queste vanno rispettate.  E chi pensa di poterle cambiare e scardiare, può sempre migrare su altri siti con regole diverse e magari più gradite. Oppure può aprirsi un proprio spazio in totale autonomia e inserendo le proprie regole.

La rete ha tra i suoi vantaggi proprio quello di essere talmente immensa e variegata da poter accontentare tutti, senza bisogno di combattere battaglie ideologiche inutili.

No EapDa un’iniziativa del Writer’s Dream, a cui aderiamo volentieri, nasce la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.

Per i pochi che non lo sapessero, ci sono tre modi per pubblicare un libro in Italia. Purtroppo, è credenza popolare che ne esista uno soltanto e cioè quello di rivolgersi a un editore a pagamento.

Cosa significa questo? Vuol dire che tu aspirante scrittore che hai lavorato magari per anni per scrivere il tuo romanzo, quando lo proponi a una casa editrice, questa ti risponde che te lo accetta ma che devi pagare una grossa cifra ( sia arriva anche a 8000 euro!). Se state pensando che sia giusto perchè l’editore offre un servizio che va pagato, vi dico subito che l’editore non offre un servizio quando pubblica il libro, perchè lo scrittore non è un cliente della casa editrice.

Lo scrittore è un collaboratore che attraverso la propria opera offre la materia prima (il libro) all’editore che guadagnerà su questo dopo aver effettuato le dovute correzioni e l’editing per renderre il prodotto editoriale appetibile. Quindi, va da sè che dovrebbe essere l’editore a pagare l’autore in base alle vendite, non il contrario.

Dicevo che esistono altre due possibilità. La prima è rivolgersi a un POD (print on demand). Si tratta di un servizio alla portata di tutti che permette di mettere in vendita il proprio libro autonomamente e di venderlo online. In questo modo, non si avrà la distribuzione nelle librerie e in alcuni casi neppure l’editing. Però, considerando che gli EAP (editori a pagamento) spesso non distribuiscono l’opera e non offrono una buona visibilità (con le dovute eccezioni: mai fare di tutta l’erba un fascio), il POD è infinitamente più economico e sfruttando internet e il passaparola si può comunque diffondere la propria opera.

La terza via, che è quella che consigliamo, è quella di rivolgersi a un editore NON A PAGAMENTO. Sì, avete letto bene. Al contrario di quanto viene spesso detto in giro, esistono anche professionisti seri che non chiedono un solo centesimo per pubblicare il vostro libro e che soprattutto vi pubblicano solo se meritate la pubblicazione, non  se pagate e basta!

Pubblicare un libro non è un diritto di tutti. Leggere è un diritto ma la pubblicazione dovrebbe essere riservata solo agli autori che sanno scrivere bene! Le case editrici dovrebbero fare una selezione di qualità, non in base all’esborso monetario degli autori. Un autore che non sa scrivere o che non ha idee farebbe meglio a dedicarsi ad altro, soprattutto se non legge mai libri.

E’ importantissimo fare chiarezza e informazione su questa cosa: ognuno è libero di pubblicare a pagamento se lo vuole, ma prima di decidere, ogni persona ha il diritto di sapere quali possibilità ha a disposizione. Pubblicare gratuitamente non dà meno possibilità, anzi! Pagare non aiuta e non rende le cose più facili…

Se volete aiutarci a diffondere queste notizie, scrivete un post su questo argomento nei vostri siti, blog, forum o social network: ci aiuterete a fare chiarezza e a mettere ogni scrittore nella condizione di poter scegliere liberamente.

Vi invito a visionare questi due  video creati da me: vi saranno (spero) utili ad approfondire l’argomento e a capie meglio quale strada fa più al vostro caso.

Video Uno:

Video Due:

E’  importante armarsi di pazienza e setacciare gli editori con calma, senza fretta. Cosa importa se ci vorranno anni per pubblicare un libro? L’importante è trovare l’editore giusto e se non si ha fretta e l’opera vale, prima o poi si può trovarne uno che lo pubblicherà senza chiedere soldi o acquisto di copie.

Una precisazione: nessuno vuole abbattere, condannare o mettere alla gogna gli editori a pagamento, per carità! Chiedere contributo è legale e hanno il diritto di farlo. L’unica cosa che  vogliamo fare è far capire che quella non è la sola maniera possibile per pubblicare un libro e che spesso non è la migliore. In questo modo, tra le altre cose, chi non può permettersi di pagare (tanto) non dovrà rinunciare al proprio sogno di diventare scrittore per mancanza di fondi! Quando tutti sapranno che ci sono anche editori non a pagamento e i POD, allora ci sarà libertà di scelta e possibilità di valutare tutte e tre le scelte in base alle proprie idee ed esigenze.

Infine, ricordate che se un editore non vi chiede soldi, allora sarà costretto a darsi da fare per pubblicizzare il vostro libro e promuoverlo: se non lo fa, andrà fallito. Un editore a pagamento invece, non ha questa necessità perchè ha già preso in anticipo tanti soldi da voi. Come fare quindi per sapere se dopo essere stato pagato manterrà la parola data? E’ impossibile. Potete solo pagare subito e sperare che poi si comporti onestamente.

Gli Eap non possono essere tutti disonesti, ma se temete brutte conseguenze, forse vi conviene valutare le altre due strade…Ovviamente la scelta sta solo a voi.  Ma per tornare al discorso di partenza, non c’è possibilità di scelta o di valutazione se si conosce solo una delle tre strade percorribili…

Grazie per l’attenzione. Se ci aiuterete a diffondere questo comunicato, segnalatecelo, così potremo ringraziarvi.

Una raccomandazione per concludere: non intasate questo post con stupidi commenti infarciti di insulti verso editori  o autori, perchè qui non stiamo facendo una guerra a qualche azienda o scrittore.  I commenti irrispettosi con tanto di nomi e sfoghi stupidi saranno censurati.

No EapDa un’iniziativa del Writer’s Dream, a cui aderiamo volentieri, nasce la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.

Per i pochi che non lo sapessero, ci sono tre modi per pubblicare un libro in Italia. Purtroppo, è credenza popolare che ne esista uno soltanto e cioè quello di rivolgersi a un editore a pagamento.

Cosa significa questo? Vuol dire che tu aspirante scrittore che hai lavorato magari per anni per scrivere il tuo romanzo, quando lo proponi a una casa editrice, questa ti risponde che te lo accetta ma che devi pagare una grossa cifra ( sia arriva anche a 8000 euro!). Se state pensando che sia giusto perchè l’editore offre un servizio che va pagato, vi dico subito che l’editore non offre un servizio quando pubblica il libro, perchè lo scrittore non è un cliente della casa editrice.

Lo scrittore è un collaboratore che attraverso la propria opera offre la materia prima (il libro) all’editore che guadagnerà su questo dopo aver effettuato le dovute correzioni e l’editing per renderre il prodotto editoriale appetibile. Quindi, va da sè che dovrebbe essere l’editore a pagare l’autore in base alle vendite, non il contrario.

Dicevo che esistono altre due possibilità. La prima è rivolgersi a un POD (print on demand). Si tratta di un servizio alla portata di tutti che permette di mettere in vendita il proprio libro autonomamente e di venderlo online. In questo modo, non si avrà la distribuzione nelle librerie e in alcuni casi neppure l’editing. Però, considerando che gli EAP (editori a pagamento) spesso non distribuiscono l’opera e non offrono una buona visibilità (con le dovute eccezioni: mai fare di tutta l’erba un fascio), il POD è infinitamente più economico e sfruttando internet e il passaparola si può comunque diffondere la propria opera.

La terza via, che è quella che consigliamo, è quella di rivolgersi a un editore NON A PAGAMENTO. Sì, avete letto bene. Al contrario di quanto viene spesso detto in giro, esistono anche professionisti seri che non chiedono un solo centesimo per pubblicare il vostro libro e che soprattutto vi pubblicano solo se meritate la pubblicazione, non  se pagate e basta!

Pubblicare un libro non è un diritto di tutti. Leggere è un diritto ma la pubblicazione dovrebbe essere riservata solo agli autori che sanno scrivere bene! Le case editrici dovrebbero fare una selezione di qualità, non in base all’esborso monetario degli autori. Un autore che non sa scrivere o che non ha idee farebbe meglio a dedicarsi ad altro, soprattutto se non legge mai libri.

E’ importantissimo fare chiarezza e informazione su questa cosa: ognuno è libero di pubblicare a pagamento se lo vuole, ma prima di decidere, ogni persona ha il diritto di sapere quali possibilità ha a disposizione. Pubblicare gratuitamente non dà meno possibilità, anzi! Pagare non aiuta e non rende le cose più facili…

Se volete aiutarci a diffondere queste notizie, scrivete un post su questo argomento nei vostri siti, blog, forum o social network: ci aiuterete a fare chiarezza e a mettere ogni scrittore nella condizione di poter scegliere liberamente.

Vi invito a visionare questi due  video creati da me: vi saranno (spero) utili ad approfondire l’argomento e a capie meglio quale strada fa più al vostro caso.

Video Uno:

Video Due:

E’  importante armarsi di pazienza e setacciare gli editori con calma, senza fretta. Cosa importa se ci vorranno anni per pubblicare un libro? L’importante è trovare l’editore giusto e se non si ha fretta e l’opera vale, prima o poi si può trovarne uno che lo pubblicherà senza chiedere soldi o acquisto di copie.

Una precisazione: nessuno vuole abbattere, condannare o mettere alla gogna gli editori a pagamento, per carità! Chiedere contributo è legale e hanno il diritto di farlo. L’unica cosa che  vogliamo fare è far capire che quella non è la sola maniera possibile per pubblicare un libro e che spesso non è la migliore. In questo modo, tra le altre cose, chi non può permettersi di pagare (tanto) non dovrà rinunciare al proprio sogno di diventare scrittore per mancanza di fondi! Quando tutti sapranno che ci sono anche editori non a pagamento e i POD, allora ci sarà libertà di scelta e possibilità di valutare tutte e tre le scelte in base alle proprie idee ed esigenze.

Infine, ricordate che se un editore non vi chiede soldi, allora sarà costretto a darsi da fare per pubblicizzare il vostro libro e promuoverlo: se non lo fa, andrà fallito. Un editore a pagamento invece, non ha questa necessità perchè ha già preso in anticipo tanti soldi da voi. Come fare quindi per sapere se dopo essere stato pagato manterrà la parola data? E’ impossibile. Potete solo pagare subito e sperare che poi si comporti onestamente.

Gli Eap non possono essere tutti disonesti, ma se temete brutte conseguenze, forse vi conviene valutare le altre due strade…Ovviamente la scelta sta solo a voi.  Ma per tornare al discorso di partenza, non c’è possibilità di scelta o di valutazione se si conosce solo una delle tre strade percorribili…

Grazie per l’attenzione. Se ci aiuterete a diffondere questo comunicato, segnalatecelo, così potremo ringraziarvi.

Una raccomandazione per concludere: non intasate questo post con stupidi commenti infarciti di insulti verso editori  o autori, perchè qui non stiamo facendo una guerra a qualche azienda o scrittore.  I commenti irrispettosi con tanto di nomi e sfoghi stupidi saranno censurati.

Per coloro che se lo fossero perso, e per tutti quelli che frequentano l’isola da poco, ripropongo questo video realizzato da me. Dedicato a tutti coloro che hanno un sogno difficile da realizzare.


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